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Lettera del presidente (Angelo Vigliotti)

L'Istituto è nato per iniziativa di Angelo Vigliotti (medico pediatra, psicologo e grafologo) e del presidente di Filografia, Guido Angeloni, con l'intento di promuovere una disciplina grafologica (da intendersi, in prima approssimazione, come un sapere condiviso da ogni metodo grafologico), la scoperta di nuovi segni (con particolare riguardo a quelli di interesse psico-sociale, ai fini della prevenzione), l'ampliamento del campo della grafologia, nonchè la creazione del Museo della grafologia e dell'autografo.

Lettera del presidente (Angelo Vigliotti)

Messaggiodi guido il 23 gen 2011, 11:07

Siamo lieti di comunicare la nascita dell'Istituto di grafologia superiore (IGS), che è stato costituito con l'intento di dare un notevole impulso agli studi grafologici: come è noto, questo obiettivo rientra nelle finalità istituzionali di Filografia.
Naturalmente l'IGS non annulla Filografia (nè le altre scuole di grafologia), che resta un'Associazione che intende consolidare e proseguire il progresso della grafologia morettiana (italiana), già inziato con Dalla genesi di un segno ad una "nuova grafologia", secondo il simbolo della vita (G. Angeloni - pubblicato su questo forum in viewforum.php?f=149). Al contrario, l'Istituto di grafologia superiore faciliterà un tale progresso e quello degli altri metodi della grafologia.

Di seguito pubblichiamo la lettera del presidente dell'IGS:

Cari colleghi,
per iniziativa di Angelo Vigliotti (presidente – orientamento marchesaniano) e di Guido Angeloni (direttore scientifico - morettiano), è stato costituito l’ISTITUTO DI GRAFOLOGIA SUPERIORE, NORMALE E PATOLOGICA, SPECIALISTICA E DI RICERCA (IGS).

L’Istituto di cui sopra è un unico in quanto ha molte caratteristiche di forte novità e non invade il campo di alcuno: non intende sostituire le scuole, i centri grafologici e le Associazioni esistenti e non intende competere con loro.
Si propone degli obiettivi che possono essere condivisi da chiunque: perseguono il fine di ravvivare la grafologia, perché è indubbio che da molti decenni la nostra disciplina non produce alcun elemento di rinnovamento e di progresso.

Per altro verso, si lamenta la grave lacuna dell’assenza un sapere grafologico condiviso da ogni metodo, il che li rende non comparabili tra loro, con evidenti riflessi negativi che si ripercuotono nella pratica professionale (si pensi ad esempio alle perizie grafiche). In altre parole, si impone come un dato che è sotto gli occhi di tutti che, nel nostro campo, esistono i metodi mentre è assente la disciplina della grafologia: si tratta di un’anomalia che interessa solo noi (ad esempio, non riguarda la psicologia, che pure ha centinaia di scuole). Ciò implica che l’Istituto costituisce una proposta che è rivolta ad ogni scuola di qualsiasi orientamento grafologico e ad ogni collega, a prescindere dal metodo di appartenenza.
E’ rivolta anche a coloro che effettuano perizie grafiche con metodi non grafologici.


L’art. 2 dello statuto dello Istituto, infatti, recita:
Scopo dell’IGS è quello di favorire il progresso della grafologia e della formazione specialistica dei grafologi. L’IGS, inoltre, promuove la formazione dei propri associati, nonché lo sviluppo di una disciplina grafologica condivisa da ogni metodo della grafologia e da ogni studioso della scrittura.
Ai fini di quanto sopra, sono considerati prerequisiti indispensabili lo studio grafologico della scrittura e la ricerca sulla stessa per la scoperta di nuovi segni grafologici, con particolare riguardo a quelli di interesse preventivo nel campo delle patologie di natura psico-sociale. Conseguentemente, un altro prerequisito dell’attività dell’IGS è costituito dalla sperimentazione di protocolli educativi di tipo grafologico.
l’Istituto di grafologia (IGS) reputa necessario avviare in contemporanea il MUSEO DELLA GRAFOLOGIA con sottotitoli: del disegno, della scrittura e dell’autografo, ai fini di documentare, attraverso gli stili calligrafici che si sono succeduti nel corso dei secoli, la concezione che l’umanità, i popoli e le civiltà hanno avuto di se stessi
”.

Come si può notare, quanto sopra propone un allargamento del campo attuale della grafologia, con particolare riguardo all’educazione e alla prevenzione delle patologie di natura psico-sociale. Per fare ciò, però, si necessita di avviare seri programmi di ricerca, indipendenti dai singoli metodi: bisogna partire dalla constatazione, infatti, che ogni metodo attuale della grafologia non consente di predire alcuni comportamenti fortemente disorganizzati e/o patologici.

In definitiva, si tratta di scoprire nuovi segni grafologici, partendo dal presupposto che la grafia racchiude in sé un’infinità di particolarità grafiche e grafologiche di fortissimo interesse e che attualmente non sono prese in considerazione da alcun metodo. Si tratta, inoltre, di approfondire i fenomeni di interesse psico-sociale nuovi, che hanno dei riflessi di importanti di natura disciplinare, dovuti al fatto che attualmente la didattica assegna scarsa importanza al rispetto del modello calligrafico. Ciò, infatti, impone delle riflessioni di grande rilievo, che interessano ogni metodo, partendo dal presupposto che i padri della grafologia hanno edificato in un periodo storico in cui si assegnava grande rilievo alla calligrafia.

Con ciò, ovviamente, non si intende asserire che sia necessario superare ed azzerare i singoli metodi della grafologia: tutt’altro. Si intende semplicemente affermare che, sul piano del modello, è indispensabile studiare i fenomeni grafici attuali, mentre sul piano della scrittura individuale, si impone lo studio di ogni millimetro della scrittura, assegnandogli senso e significato grafologico. Con evidenza, un simile studio è indipendente dalla semeiotica formalizzata di ogni singolo metodo ed appartiene, invece, alla grafologia nel suo complesso, vale a dire alla disciplina della grafologia, che attualmente, come detto, non esiste. All’inverso, lo studio dei nuovi fenomeni grafici e di ogni millimetro della scrittura potrà senza dubbio favorire dei progressi anche dei singoli metodi.

Ragionare in questi termini, inoltre, implica che si necessita di una nuova figura di grafologo, concepita come progresso della qualifica di Consulente grafologo (che continuerà, ovviamente, ad essere rilasciata dalle scuole attuali di grafologia), da considerarsi alla stregua di uno specialista (così come, ad esempio, in medicina).

Nello spirito di cui sopra, inoltre, l’art. 3 dello Statuto, dichiara che l’IGS promuoverà (tra l’altro):
• Il museo di grafologia: disegni – scrittura – autografi;
• La grafologia come scienza autonoma;
• Protocolli di vario genere di interesse interdisciplinare e multidisciplinare, che coinvolgono anche le scuole di grafologia di orientamento vario;
• Gli screening grafologici su vasta scala, ai fini di meglio comprendere le realtà di interesse psico-sociale, ad iniziare da quelle infantile ed adolescenziale, con il fine anche di arrecare un contributo ad altre discipline (come ad esempio: la sociologia, la pedagogia, la psichiatria, la psicologia, la medicina e la criminologia);
• L’ampliamento degli ambiti applicativi della grafologia, con particolare riguardo all’educazione e alla prevenzione di fenomeni di interesse psico-sociale;
• La standardizzazione formalizzata del linguaggio grafologico (relativamente alle caratteristiche grafiche ed ai termini psicologici) e dei protocolli applicativi della grafologia, con particolare riguardo alla perizia grafica di tipo giudiziario e alle analisi grafologiche di personalità;
• La formazione professionale specializzata e degli associati, nonché di terzi, secondo le norme vigenti;
• L’analisi delle tematiche inerenti le varie attività grafologiche negli specifici ambiti applicativi, nonché nelle scienze e nelle tecniche che le sono limitrofe e/o che le sono di supporto;
• Gli studi e le sperimentazioni tesi alla definizione e alla formalizzazione di propri protocolli applicativi della grafologia, idonei a valorizzare al massimo la proposta educativa insita in quest’ultima e/o il contributo che la stessa può apportare alle altre scienze e nei diversi ambiti applicativi, ivi compreso quello giudiziario
”.

In conclusione Angelo Vigliotti, come presidente dell’Istituto e Guido Angeloni, come direttore scientifico, si augurano che l’IGS possa essere accolto dalla comunità grafologica con speranza e attenzione.
L’Istituto nasce per dare una svolta, per stimolare una rivoluzione culturale e un cambiamento radicale al sapere grafologico. Ripeto ancora una volta, come presidente dell’IGS, con sincerità e onestà intellettuale, che l’Istituto non è contro nessuna scuola e associazione, non è contro nessun collega di cui rispetta il patrimonio di studio acquisito e l’amore verso la scienza grafologica. Vuole solo essere una proposta rivolta a tutti i grafologi, uno strumento integrativo utile per tutti, un passo rivoluzionario nella conoscenza della grafologia in sintonia con la società contemporanea e con la storia che stiamo vivendo. Mi auguro che ciò sia possibile e ringrazio tutti coloro che vogliono partecipare a questo cammino e con entusiasmo desiderano condividere con noi questo progetto storico. Ringrazio tutti coloro che invieranno scritture, autografi, disegni e libri e lavori su argomenti grafologici per arricchire il Museo di Grafologia con annessa biblioteca, spazio di studio e di ricerca, spazio di riflessione e di dibattito, punto di riferimento e di aggregazione.

I due promotori sono a disposizione per ogni chiarimento e delucidazione.

Eventualmente scrivere a: igs.museografologia@libero.it.

Il presidente
Angelo Vigliotti
guido
 
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Iscritto il: 17 mar 2008, 11:04

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