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Chi ha l'autorità per attribuire una scultura a Leonardo?

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Chi ha l'autorità per attribuire una scultura a Leonardo?

Messaggiodi guido il 8 giu 2008, 17:22

La pubblicazione del mio lavoro (consultabile in viewforum.php?f=49), riguardante la formella e che deve essere stata realizzata dal giovane Leonardo da Vinci, ha destato molta curiosità. Per i visitatori di questo sito, vorrei evidenziare la portata di quanto è in oggetto: è noto che Leonardo è stato anche uno scultore, ma per contro la critica non gli ha attribuito alcuna scultura. L’eventuale attribuzione della formella al da Vinci, dunque, potrebbe rappresentare l’occasione per iniziare a scrivere un intero capitolo della storia dell’arte.

Le domande che mi sono state rivolte, in buona sostanza, vertono intorno all’interrogativo di questo breve articolo.
Per iniziare, cito tre episodi, che nel loro insieme, illustrano bene le questioni aperte:
1) Una laureata in Storia dell’arte, divulgatrice di arte per conto di un importante gruppo editoriale del settore, dopo aver letto il mio lavoro, si è espressa nel seguente modo:
Bellissimo lavoro, persino geniale, ma lacunoso e non convincente. Dove sono, infatti, gli studi sulla bottega del Verrocchio, dov’è la bibliografia specifica, dove sono i documenti….”
2) Uno storico dell’arte straniero, giustamente molto famoso e che ha scritto un’opera monumentale su Leonardo da Vinci, ad una mia e-mail, ha risposto:
La ringrazio per la segnalazione e per la lunga descrizione del suo lavoro, ma purtroppo io non mi occupo di scultura e di attribuzioni”.
3) Un artista che ha letto, su questo forum, la mia consulenza, in una conversazione telefonica mi ha dichiarato:
Complimenti, valutato con l’ottica di un pittore, il suo lavoro è molto convincente”.

Rispetto alla questione sollevata dalla laureata in Storia dell’arte, vale un solo e decisivo argomento: il mio è un lavoro tecnico. In altre parole, è un lavoro che può essere confermato o falsificato solo in un ambito tecnico-grafico (che comprende anche gli esami di laboratorio, che, nel caso in questione, hanno avuto un esito positivo), proprio della metodologia peritale di tipo grafologico. Per uno studio di questo tipo, infatti, non è indispensabile avere una conoscenza approfondita della storia dell’arte, così come ad un tecnico di laboratorio non è richiesto di conoscere tutta la medicina.

Lo storico dell’arte molto prestigioso, invece, mi ha fatto riflettere su un punto, cui non avevo pensato prima: poiché non esiste alcuna scultura attribuita a Leonardo, ne dovrebbe discendere che tutti coloro che si occupano di questo artista non abbiano titolo per attribuirgli una scultura.

Vi è un’altra questione: lo storico dell’arte è uno storico, che si occupa d’arte. Nell’ottica di uno storico, come ha evidenziato la divulgatrice d’arte, contano soprattutto i documenti, ma nel caso del giovane Leonardo e della sua attività scultorea non esiste una documentazione adeguata. In merito alla stessa scuola del Verrocchio, maestro di Leonardo, si conosce molto, ma ancora tanti aspetti rimangono oscuri. Non sono ben chiari, ad esempio, i rapporti tra il maestro Verrocchio e l’allievo Leonardo e spesso, nelle opere di bottega, non si riesce a stabilire quante e quali mani di maestro e allievi hanno preso parte alla realizzazione di tele, anche famosissime. Lo stesso discorso si propone a proposito di talune opere scultoree, attribuite al Verrocchio e/o alla sua scuola.

Quanto sopra evidenzia un altro aspetto.
Partendo dal presupposto che la formella è di un altissimo livello artistico e tecnico esecutivo (i due dati non sono in alcun modo contestabili), che cita alla lettera il Trattato della pittura di Leonardo, nonché altre opere delle stesso autore, che è siglata LdV (la sigla è camuffata ed è composta da destra a sinistra con caratteri speculari), che presenta molti motivi figurativi propri della bottega del Verrocchio, e che è stata ritoccata con l’aggiunta di “brache”, ecc., anche a prescindere dal mio lavoro tecnico-comparativo, è ben plausibile che possa essere stata realizzata dal giovane da Vinci.

Fermo quanto sopra, ne è che allo stato non vi dovrebbe essere alcuno che abbia l’autorità per escludere che l’opera in oggetto sia di Leonardo.
Devo una spiegazione sul punto: il giudizio di attribuzione è ben più complesso di quello di esclusione. Nel primo caso, infatti, si necessita che vi sia un’identità in tutte le caratteristiche generali e particolari delle opere a confronto (ovvero, formella - opere certe di Leonardo), mentre nel secondo caso è sufficiente riscontrare una sola incompatibilità. Il fatto che molti aspetti dell’attività del giovane Leonardo e della bottega del Verrocchio siano sconosciuti, infatti, vieta che sia possibile individuare un qualche elemento di incompatibilità fondato.

Il pronunciamento dell’artista con cui ho parlato telefonicamente, invece, pone in evidenza un altro aspetto: il mio lavoro, valutato con l’occhio di un artista, è pienamente convincente. Vale a dire che la mia relazione tecnico-grafica convince chi è allenato ad apprezzare il valore artistico, e tecnico-esecutivo, di un’opera. All’inverso: una valutazione artistica, che in buona sostanza consiste in un pronunciamento di tipo diagnostico-estimativo (e che, dunque, potrebbe convincere alcuni e non convincere altri), si potrebbe avvalorare con l’ausilio degli esami tecnici di tipo comparativo. Del resto, ho appreso (dalla laureata in Storia dell’arte) che il procedimento tecnico da me adottato ha straordinari punti di contatto con il metodo attribuzionista, introdotto nell’arte, sul finire dell’800, da Morelli. Si imporrebbe, dunque, la necessità di un protocollo attributivo di natura interdisciplinare.

In ultimo, debbo una spiegazione ai grafologi, i quali potrebbero pensare che le opere a confronto (opera scultorea – disegni e dipinti di Leonardo) non sono comparabili. In effetti, all’atto pratico l’incompatibilità, che pure sul piano teorico è pienamente sostenibile, in questo caso si è dimostrata del tutto infondata. Ad esempio, Leonardo si attiene a precisi rapporti proporzionali che interessano le varie parti del corpo: da questo punto di vista, i confronti comparativi sortiscono un esito di identità perfetta. L’identità formale, inoltre, interessa sia le caratteristiche generali dell’opera sia tutti i dettagli, compresi quelli più microscopici ed assolutamente tipici di Leonardo.
Ed ancora: nella formella vi sono dei tratti incisi, cosicché è stato possibile comparare anche il modo di distribuirsi della pressione, la qualità del tratto e la velocità del gettito.
Aggiungo che la consulenza, che è stata molto severa nel precisare in anticipo i criteri di attribuzione e di esclusione, discute anche l’ipotesi imitativa, demolendola.

Per finire, dunque, chi può avvalorare un’opera scultorea di Leonardo da Vinci? Vale lo stesso principio che si applica in medicina: un tecnico non può fare la diagnosi, che è competenza del medico. Ma in questo caso, dove è il medico? Chi ha l’autorità per sancire che la formella è un Leonardo? Giro la domanda a chi si occupa di attribuzione e di storia dell’arte.
Certo, per restare nella metafora della medicina, il presente appare un caso paradossale: le radiografie dimostrano che il paziente ha subito indiscutibilmente una frattura, ma sembra che non esista un ortopedico, che possa (o che voglia) diagnosticarla (o meglio, certificarla).

Ed invece sarebbe possibile esprimere una diagnosi. Coloro che potrebbero avere i titoli, dovrebbero iniziare dalla lettura del mio lavoro: se risulterà privo di contraddizioni, rigoroso e convincente nel procedimento dimostrativo, si troveranno nella condizione di dover prendere atto del fatto che la formella deve essere di Leonardo.
Chi leggerà la mia relazione, inoltre, troverà in Appendice uno studio sulla motricità grafica di Leonardo. Tale studio perviene a conclusioni che meriterebbero di essere sottoposte a verifica, nell'ambito di ricerche di natura interdisciplinare (studiosi di Leonardo – esperti in comparazioni tecnico –grafiche).
Ove fossero confermate, infatti, le conclusioni di cui sopra sarebbero sicuramente utili in fase attributiva di altre opere (manoscritti, disegni e sculture).

Guido Angeloni
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