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Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

E' in discussione l'esito di uno studio tecnico - comparativo, secondo il quale una formella in ottone deve essere stata realizzata dal giovane Leonardo da Vinci.
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Si sollecitano interventi di storici dell'arte, di artisti e di studiosi, nonchè di chiunque voglia esprimere un parere sul lavoro pubblicato su questo forum.
Si sollecita anche un giudizio dei colleghi grafologi, che potrebbero entrare nel merito dell'intero procedimento dimostrativo della consulenza tecnico-grafica
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Moderatori: guido, paola appetito

Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

Messaggiodi guido il 10 giu 2008, 11:50

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La pubblicazione del mio lavoro (consultabile in viewforum.php?f=49), riguardante la formella e che deve essere stata realizzata dal giovane Leonardo da Vinci, ha destato molta curiosità. Per i visitatori di questo sito, vorrei evidenziare la portata di quanto è in oggetto: è noto che Leonardo è stato anche uno scultore, ma per contro la critica non gli ha attribuito alcuna scultura. L’eventuale attribuzione della formella al da Vinci, dunque, potrebbe rappresentare l’occasione per iniziare a scrivere un intero capitolo della storia dell’arte.

Le domande che mi sono state rivolte, in buona sostanza, vertono intorno all’interrogativo di questo breve articolo.
Per iniziare, cito tre episodi, che nel loro insieme, illustrano bene le questioni aperte:
1) Una laureata in Storia dell’arte, divulgatrice di arte per conto di un importante gruppo editoriale del settore, dopo aver letto il mio lavoro, si è espressa nel seguente modo:
Bellissimo lavoro, persino geniale, ma lacunoso e non convincente. Dove sono, infatti, gli studi sulla bottega del Verrocchio, dov’è la bibliografia specifica, dove sono i documenti….”
2) Uno storico dell’arte straniero, giustamente molto famoso e che ha scritto un’opera monumentale su Leonardo da Vinci, ad una mia e-mail, ha risposto:
La ringrazio per la segnalazione e per la lunga descrizione del suo lavoro, ma purtroppo io non mi occupo di scultura e di attribuzioni”.
3) Un artista che ha letto, su questo forum, la mia consulenza, in una conversazione telefonica mi ha dichiarato:
Complimenti, valutato con l’ottica di un pittore, il suo lavoro è molto convincente”.

Rispetto alla questione sollevata dalla laureata in Storia dell’arte, vale un solo e decisivo argomento: il mio è un lavoro tecnico. In altre parole, è un lavoro che può essere confermato o falsificato solo in un ambito tecnico-grafico (che comprende anche gli esami di laboratorio, che, nel caso in questione, hanno avuto un esito positivo), proprio della metodologia peritale di tipo grafologico. Per uno studio di questo tipo, infatti, non è indispensabile avere una conoscenza approfondita della storia dell’arte, così come ad un tecnico di laboratorio non è richiesto di conoscere tutta la medicina.

Lo storico dell’arte molto prestigioso, invece, mi ha fatto riflettere su un punto, cui non avevo pensato prima: poiché non esiste alcuna scultura attribuita a Leonardo, ne dovrebbe discendere che tutti coloro che si occupano di questo artista non abbiano titolo per attribuirgli una scultura.

Vi è un’altra questione: lo storico dell’arte è uno storico, che si occupa d’arte. Nell’ottica di uno storico, come ha evidenziato la divulgatrice d’arte, contano soprattutto i documenti, ma nel caso del giovane Leonardo e della sua attività scultorea non esiste una documentazione adeguata. In merito alla stessa scuola del Verrocchio, maestro di Leonardo, si conosce molto, ma ancora tanti aspetti rimangono oscuri. Non sono ben chiari, ad esempio, i rapporti tra il maestro Verrocchio e l’allievo Leonardo e spesso, nelle opere di bottega, non si riesce a stabilire quante e quali mani di maestro e allievi hanno preso parte alla realizzazione di tele, anche famosissime. Lo stesso discorso si propone a proposito di talune opere scultoree, attribuite al Verrocchio e/o alla sua scuola.

Quanto sopra evidenzia un altro aspetto.
Partendo dal presupposto che la formella è di un altissimo livello artistico e tecnico esecutivo (i due dati non sono in alcun modo contestabili), che cita alla lettera il Trattato della pittura di Leonardo, nonché altre opere delle stesso autore, che è siglata LdV (la sigla è camuffata ed è composta da destra a sinistra con caratteri speculari), che presenta molti motivi figurativi propri della bottega del Verrocchio, e che è stata ritoccata con l’aggiunta di “brache”, ecc., anche a prescindere dal mio lavoro tecnico-comparativo, è ben plausibile che possa essere stata realizzata dal giovane da Vinci.

Fermo quanto sopra, ne è che allo stato non vi dovrebbe essere alcuno che abbia l’autorità per escludere che l’opera in oggetto sia di Leonardo.
Devo una spiegazione sul punto: il giudizio di attribuzione è ben più complesso di quello di esclusione. Nel primo caso, infatti, si necessita che vi sia un’identità in tutte le caratteristiche generali e particolari delle opere a confronto (ovvero, formella - opere certe di Leonardo), mentre nel secondo caso è sufficiente riscontrare una sola incompatibilità. Il fatto che molti aspetti dell’attività del giovane Leonardo e della bottega del Verrocchio siano sconosciuti, infatti, vieta che sia possibile individuare un qualche elemento di incompatibilità fondato.

Il pronunciamento dell’artista con cui ho parlato telefonicamente, invece, pone in evidenza un altro aspetto: il mio lavoro, valutato con l’occhio di un artista, è pienamente convincente. Vale a dire che la mia relazione tecnico-grafica convince chi è allenato ad apprezzare il valore artistico, e tecnico-esecutivo, di un’opera. All’inverso: una valutazione artistica, che in buona sostanza consiste in un pronunciamento di tipo diagnostico-estimativo (e che, dunque, potrebbe convincere alcuni e non convincere altri), si potrebbe avvalorare con l’ausilio degli esami tecnici di tipo comparativo. Del resto, ho appreso (dalla laureata in Storia dell’arte) che il procedimento tecnico da me adottato ha straordinari punti di contatto con il metodo attribuzionista, introdotto nell’arte, sul finire dell’800, da Morelli. Si imporrebbe, dunque, la necessità di un protocollo attributivo di natura interdisciplinare.

In ultimo, debbo una spiegazione ai grafologi, i quali potrebbero pensare che le opere a confronto (opera scultorea – disegni e dipinti di Leonardo) non sono comparabili. In effetti, all’atto pratico l’incompatibilità, che pure sul piano teorico è pienamente sostenibile, in questo caso si è dimostrata del tutto infondata. Ad esempio, Leonardo si attiene a precisi rapporti proporzionali che interessano le varie parti del corpo: da questo punto di vista, i confronti comparativi sortiscono un esito di identità perfetta. L’identità formale, inoltre, interessa sia le caratteristiche generali dell’opera sia tutti i dettagli, compresi quelli più microscopici ed assolutamente tipici di Leonardo.
Ed ancora: nella formella vi sono dei tratti incisi, cosicché è stato possibile comparare anche il modo di distribuirsi della pressione, la qualità del tratto e la velocità del gettito.
Aggiungo che la consulenza, che è stata molto severa nel precisare in anticipo i criteri di attribuzione e di esclusione, discute anche l’ipotesi imitativa, demolendola.

Per finire, dunque, chi può avvalorare un’opera scultorea di Leonardo da Vinci? Vale lo stesso principio che si applica in medicina: un tecnico non può fare la diagnosi, che è competenza del medico. Ma in questo caso, dove è il medico? Chi ha l’autorità per sancire che la formella è un Leonardo? Giro la domanda a chi si occupa di attribuzione e di storia dell’arte.
Certo, per restare nella metafora della medicina, il presente appare un caso paradossale: le radiografie dimostrano che il paziente ha subito indiscutibilmente una frattura, ma sembra che non esista un ortopedico, che possa (o che voglia) diagnosticarla (o meglio, certificarla).

Ed invece sarebbe possibile esprimere una diagnosi. Coloro che potrebbero avere i titoli, dovrebbero iniziare dalla lettura del mio lavoro: se risulterà privo di contraddizioni, rigoroso e convincente nel procedimento dimostrativo, si troveranno nella condizione di dover prendere atto del fatto che la formella deve essere di Leonardo.
Chi leggerà la mia relazione, inoltre, troverà in Appendice uno studio sulla motricità grafica di Leonardo. Tale studio perviene a conclusioni che meriterebbero di essere sottoposte a verifica, nell'ambito di ricerche di natura interdisciplinare (studiosi di Leonardo – esperti in comparazioni tecnico –grafiche).
Ove fossero confermate, infatti, le conclusioni di cui sopra sarebbero sicuramente utili in fase attributiva di altre opere (manoscritti, disegni e sculture).

Guido Angeloni

Per consultare l'intero lavoro (12 file, pagg. 298), clicca qui

Per consultare un sunto del lavoro integrale, clicca qui
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Re: Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

Messaggiodi Andrea G. LT esperto arte Balto è il mio cane il 30 giu 2008, 23:23

Leonardo da Vinci è stato considerato genio della pittura per le precoci doti artistiche e un grande talento e intelligenza mostrato in tutti i campi. Umanista, pittore, ingegnere, stilista,scienziato, anticipatore di tecnologie comprese solo secoli più tardi. Come si può affermare che non sia stato scultore!? quando il suo maestro, il Verrocchio, è soprattutto scultore affermato e conosciuto. Non si deve pensare che Leonardo progetti e realizzi unicamente grandi fusione per statue equestri per grandi committenti, ma esegue quotidianamente ordinazioni per committenti più piccoli, perchè anche il quotidiano ha la sua importanza, le spese di bottega, i collaboratori e le materie prime avevano dei costi anche all'epoca. Conosco molto bene lo scenario inerente i manufatti di Leonardo, ma non conosco la sua pubblicazione, ne tanto meno ho potuto vedere la foto del suo oggetto, per avere delle prime indicazioni circa la sua proposta di attribuzione. Comunque la informo che una statua in terracotta di un angelo è stata attribuita recentemente aprendo finalmente alla scultura di leonardo il dovuto scenario, si rivolga al prof. Vezzosi di Vinci per verificare l'opera in suo possesso, autore dell'attribuzione della statua. Errori e false convinzioni ne fa anche lui e la sua principale utopia è quella che dichiara nel Web, cioè la Gioconda quale autoritratto di Leonardo. Il canone delle proporzioni smentisce tale paragone, le misure geometriche dei visi sono diverse, ma spero che DIO lo illumini in tante altre circostanze, perchè sono amico di tutti coloro che amano il dialogo ed il confronto. E con lui ho parlato, ma nessuno sino ad ora abbandona il suo piedistallo per far posto alla verità.
Comunque lei dotato di cuore e intelligenza, sembra più avanti rispetto a molti studiosi del settore che portano seco le croste degli insegnamenti che provengono dalle testimonianze storiche, insegnamenti dai quali se non si prescinde, nulla di nuovo si conosce. Se la storia presenta interruzioni della memoria dell'umanità ed è stata poi ricostruita su deboli ricordi, false verità e tramandata in maniera distorta, chi crede solo alle poche pezze storiche, non può ricostruire che poche cose, e magari attribuire un'opera in base al contenuto di una pezza, solo per riempire quel vuoto, ma magari l'opera è di altro autore con il medesimo contenuto. Dunque la verità è nell'opera e i materiali lo stile, gli elementi che la compongono sono le strade da percorrere per far emergere la verità stessa, insieme a opportune analisi scientifiche e precise procedure peritali. Le auguro buona fortuna. Cortesi Saluti
Andrea G. LT esperto arte Balto è il mio cane
 

Re: Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

Messaggiodi guido il 1 lug 2008, 19:36

Informo Andrea, l'esperto d'arte, che il mio lavoro è disponibile (nella versione integrale, solo per qualche giorno ancora) su questo forum, nella sezione Approfondimenti: sarei lieto se potesse consultarlo e se potesse esprimere un parere nel merito dello stesso.

Guido Angeloni
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Re: Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

Messaggiodi Andrea G. LT il 26 lug 2008, 20:05

Gent. Dott. Angeloni ,

Mi manca solo la prima procedura da parte di qualsiasi perito cioè accertamento personale sulla formella come San Tommaso. Per tutto il resto aderisco alle conclusioni della sua perizia. Penso di non avere nulla da aggiungere. Mi complimento per il suo lavoro peritale, il quale rende e imprime nella mente gli innumerevoli paragoni con altre opere del Leonardo, maestri, allievi, pittori e scultori suoi contemporanei. Di notevole quantità e qualità le informazioni ricercate e rese, sia di carattere tecnico- scientifico, che di comparazione ed elaborazione tecnico stilistica delle immagini. In effetti, se applicate come lei ha ben operato, le procedure peritali indirizzano il perito esperto verso una attribuzione certa o verso una non conformità di fattori base, o di un numero di importanti fattori negativi che bocciano o spingono ad altro orientamento la proposta di attribuzione. Tutto ciò che era visibile stilisticamente e scientificamente è stato risaltato in maniera efficiente nel suo esame peritale, e le prove emerse attraverso il suo gruppo di lavoro sono espresse con professionalità. La disponibilità nel riportare il soggetto peritale in ogni confronto, rende semplice la lettura della relazione peritale e soprattutto rimane palese che non le parole, ma le prove che le indagini e le immagini forniscono, documentano la verità in maniera inopponibile. Chi è contro dovrebbe smuovere una montagna o restare in silenzio, anzi parli e produca fatti e prove che dimostrino il contrario.
Nel ringraziarla per averci reso un tassello dell’opera quotidiana di Leonardo da Vinci, le invio i più cortesi saluti
Andrea G. LT
 

Re: Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

Messaggiodi guido il 31 lug 2008, 20:25

La relazione completa del lavoro comparativo, che dimostra che la formella in esame deve essere di Leonardo, è stata oscurata (è visionabile un sunto), ma può essere consultata da chiunque avanzi una richiesta motivata, a patto che si iscriva al forum e che si impegni ad esprimere un parere critico.

L'appendice della relazione tecnica, invece, è ancora in chiaro nella sua versione integrale. Si tratta di un lavoro che rileva aspetti della motricità grafica di Leonardo che sono apprezzabili da chiunque (sono "sotto gli occhi di tutti") e che nessuno (per quello che se ne sa) ha evidenziato.

Partendo da spunti di indagine, suggeriti dall'osservazione della formella, infatti, si dimostra che, quando deve congiungere intenzionalmente due punti, Leonardo si disorganizza: il tratto diviene tremulo, non estetico, lievemente grossolano, ipotonico, nervoso, ecc.. Si tratta di un fenomeno che ha del sorprendente e che deve necessariamente avere una valenza psicologica. Di conseguenza, lo studio, oltre a documentare i fenomeni di disorganizzazione grafomotoria, tipici di Leonardo, propone anche un breve profilo della sua personalità.

Per altro verso, il lavoro, giacché evidenzia caratteristiche grafiche di Leonardo coatte (ossia, che sfuggono alla coscienza e che si producono obbligatoriamente, alla stregua di tic), aventi particolarità grafiche-grafologiche di altissimo rilievo tecnico-peritale, propone un’ipotesi di ricerca multi-disciplinare (studiosi di Leonardo – esperti di comparazioni grafologiche), finalizzata ad individuare criteri attributivi originali. Se i dati che si desumono dall’osservazione della formella (tic grafo-motori, malformazioni grafiche) trovassero un riscontro nei disegni e nei manoscritti di Leonardo (così come effettivamente sembra più che certo, studiando le varie riproduzioni fotografiche delle opere autografe del da Vinci), allora la formella in oggetto sarebbe attribuita incontestabilmente (sebbene, ripeto, sul piano di una metodica tecnico - grafica, in uso in tutti i tribunali del mondo, debba essere stata realizzata da Leonardo e non da altri).

Ed ancora: si avrebbero dei criteri per sottoporre ad analisi comparativa anche altre opere scultoree (anche quelle che, come il Putto con il delfino, sono attualmente attribuite ad altri e che, secondo una parte della critica, potrebbero essere state realizzate, in tutto o in parte, dal giovane da Vinci).

Per consultare l'appendice, con studio della motricità grafica e della personalità di Leonardo, clicca qui

Per consultare alcuni confronti tecnico-grafici, tra i più significativi, clicca qui
guido
 
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Re: Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

Messaggiodi Maurizio Selli il 24 set 2008, 9:15

Un plauso al prof. Guido Angeloni per la puntuale e colta trattazione delle specifiche tecniche a supporto della attribuzione al genio leonardesco della “formella in ottone siglata LdV".
Mi presento, sono Maurizio Selli un architetto operante nel settore edile e da sempre appassionato di arte in tutte le forme in cui si manifesta .
Leonardo da Vinci, rappresenta ancora oggi una visione moderna di concepire l’arte, enigmatico nella trasposizione pittorica, geniale nella visione architettonica ed ingegneristica.
Il prof. Guido Angeloni, nel perfetto lavoro di analisi della formella, ha saputo ricercare e sperimentare diverse chiavi di lettura in funzione della poliedricità culturale e artistica che accompagna le opere rinascimentali.
Razionale nella esposizione, geniale nella intuizione analitica, professionale nella fase di sintesi, il prof. Guido Angeloni merita per il suo lavoro un particolare apprezzamento e un ringraziamento personale per aver affrontato un tema tanto ardito quanto affascinante intorno ad un opera firmata dal mancino LdV.
Inutile dire che il lavoro mi ha convinto e ritengo che la formella possa attribuirsi al maestro Leonardo da Vinci.
Maurizio Selli
 

Re: Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

Messaggiodi Silvia Calabresu presidente della Associazione grafologica italiana (AGI), sezione Sardegna il 30 set 2008, 16:34

ho preso una prima visione del tuo lavoro sulla "formella in ottone" siglata L.d.V-
Trovo questo tuo studio motlo interessante e innovativo. E' inoltre certamente utile a tutti gli
studiosi non solo della disciplina grafologica, ma anche agli studiosi di "Storia
dell'Arte".
Sarà mio interesse approfondire questo studio e poi sottoporlo all'attenzione di
alcuni miei amici critici d'arte e docenti di Storia dell'arte.
Spero tu possa continuare questi tuoi studi e quindi trasmetterli a tutti coloro
che con passione si avvicinano alla grafologia per la conoscenza di se stessi
e degli altri.
Grazie e auguri. Silvia
Silvia Calabresu presidente della Associazione grafologica italiana (AGI), sezione Sardegna
 

Re: Chi può attribuire un'opera scultorea a Leonardo da Vinci?

Messaggiodi guido il 13 ott 2008, 0:40

Abbiamo ricevuto la mail della collega Lessana, che pubblichiamo:

Sei "davvero" bravo!
Caro Guido, ho letto il sunto del tuo lavoro sulla formella siglata LdV e l'ho trovato veramente notevole! Sarebbe un vero peccato se non venisse pubblicato perchè sono convinta sia molto interessante per il mondo grafologico, ma anche per quello dell'arte! Complimenti. Ti auguro che davvero questo lavoro ottenga tutta l'attenzione che merita. Un carissimo saluto Marcella Lessana


P.S A pag. 49 credo sia meglio sostituire il termine "pollice" con "alluce", trattandosi del piede
guido
 
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