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Il parere tecnico di una grafologa

E' in discussione l'esito di uno studio tecnico - comparativo, secondo il quale una formella in ottone deve essere stata realizzata dal giovane Leonardo da Vinci.
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Si sollecitano interventi di storici dell'arte, di artisti e di studiosi, nonchè di chiunque voglia esprimere un parere sul lavoro pubblicato su questo forum.
Si sollecita anche un giudizio dei colleghi grafologi, che potrebbero entrare nel merito dell'intero procedimento dimostrativo della consulenza tecnico-grafica
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Moderatori: guido, paola appetito

Il parere tecnico di una grafologa

Messaggiodi guido il 3 lug 2008, 13:19

Con il consenso dell'interessata, ben volentieri pubblichiamo la lettera che segue (indirizzata a presidenza@filografia.it), della collega Ambra Draghetti (stimata e conosciuta grafologa bolognese -principale organizzatrice del Congresso internazionale di grafologia, "Grafologia 2000").
Ricordiamo che il lavoro integrale di Guido Angeloni è stato disponibile su questo sito per circa due mesi, fino al 22.07 u.s.; attualmente rimane pubblico un sunto, nella sezione Approfondimenti (A partire da tale data, può essere comunque consultato, dagli iscritti al forum, su richiesta).

Da Ambra Draghetti (Consulente grafologo presso il Tribunale di Bologna al Prof. Guido Angeloni) -

Una professione quella del Consulente grafologo bistrattata, misconosciuta, saccheggiata, non sempre supportata da una formazione corretta e completa ma, come spesso succede in questa Italia che arranca, vi è l'eccellenza. Intendo riferirmi all'impareggiabile, certosino, scientifico accertamento tecnico-grafico su base grafologica del Prof. Guido Angeloni, Dottore in Tecniche grafologiche dell'Università di Urbino, docente di grafologia e Presidente di Filografia, che ha esaminato una formella di ottone siglata LdV, dichiarandola che deve essere di mano di Leonardo da Vinci.

La formella, secondo il Prof. Angeloni, è opera giovanile di Leonardo da Vinci, l'unica scultura a noi disponibile, di quando lo stesso era allievo nella bottega di Andrea del Verrocchio, insieme a tanti altri, tra i quali Botticelli e Perugino.
Le dimostrazioni tecnico scientifiche, che il Prof. Angeloni porta ai suoi asserti, sono molte: la scrivente concorda con le stesse e con le conclusioni del lavoro.
Infatti, nei confronti comparativi, formella – disegni ed opere di Leonardo, emergono molte compatibilità ed altrettante identità in tanti indici estetico-formali, mentre, nel contempo, non si riscontra alcuna incompatibilità.
Il Livello estetico e il livello tecnico-esecutivo della formella sono elevatissimi, superiori e diversi dalla capacità esecutive del Verrocchio e dei suoi allievi di bottega. Ricordiamoci che nessuno può superare i limiti impostigli dalla propria natura e tentare modalità superiori a quelle che gli sono state conferite. Quindi, la Formella di ottone LdV è di persona dalle conoscenze tecnico-esecutive e dalle capacità artistiche di impronta geniale, sostanzialmente superiori a quelle del Verrocchio (l'allievo che supera il maestro) e sostanzialmente diverse dai suoi allievi, contemporanei a Leonardo.

Nella Formella LdV, inoltre, si ravvisano costanti punti che, uniti idealmente tra di loro, determinano come una maglia formata da forme geometriche, così come sono perfettamente allineate le forme verso il punto di fuga; così come i rapporti millimetrici tra le componenti di un viso, di un corpo hanno specifici e identici i rapporti proporzionali. Nella formella di ottone vengono rispettati i dettami di Leonardo sui rapporti proporzionali e geometrici, che sono pacificamente osservabili nelle sue opere pittoriche.

Una delle leggi che regolano le operazioni del cervello, su segnali precedentemente captati, è la legge della costanza. Tale legge è fondata sul fatto che il cervello si interessa solo delle costanti, della proprietà essenziali e immutabili di oggetti, di situazioni e di forme, che ciascuno di noi autonomamente sceglie e inconsciamente introietta. Ebbene, nella Formella ricorrono queste "impronte" grafico-scultoree di Leonardo, costituite da forme ellittiche e/o spiraleggianti, circocentriche (sovente utilizzate per rappresentare varie raffigurazioni), da nastri svolazzanti (è una costante di Leonardo inserire conformazioni che evochino il vento e conseguentemente il movimento); da continui e geniali effetti chiaroscurali, da far percepire, in questo microcosmo scultoreo, effetti tipo trompe-l'oeil; da ricchezza, varietà e ritmi serrati nell'occupare ogni millimetro dello spazio disponibile.

La funzione dell'arte, come la scrittura, corrisponde ad una estensione delle funzioni cerebrali, che possono consentire di accedere ad aspetti di base della neuro-psico-fisiologia del soggetto che esegue l'opera d'arte e di chi scrive.
La realizzazione grafica, sia essa opera d'arte o pura scrittura, non è riconducibile ad una stereotipata modalità di percezione visiva e ad una sua espressione puramente meccanica, ma rappresenta una sintesi di tutte quelle informazioni provenienti dal corpo (fisico e psichico) stesso.
L'arte, come la scrittura, apre una finestra sull'organizzazione del cervello e il Prof. Guido Angeloni non si è lasciato sfuggire questa possibilità, soprattutto dall'analisi grafica-grafologica sulla forma siglale LdV, rilievo collocato in basso a destra nella formella di ottone, identificato dal pittore Silvio Troiani in lavori iniziati dal 1992. Qui il prof. Angeloni non lascia margini di dubbio, tanto da indicare con certezza che la sigla LdV è di mano di Leonardo da Vinci. Angeloni, correttamente, propone il suo percorso tecnico, portando a comparazione tante scritture di Leonardo, di cui dispone il mondo intero e di cui si ha certezza dell'origine.

Premesso questo, è risultato evidente che la sigla LdV è stata realizzata da destra a sinistra, che questi tre elementi hanno il medesimo allineamento orizzontale e la stessa inclinazione a destra, per cui è pacifico che il loro esecutore aveva l'intenzione di rappresentarli nel loro insieme, come gruppo strutturato, senza interferire nel contenuto della formella.
In questa forma siglale emergono rapporti numerici(angolari e proporzionali), parimenti ritrovabili in altrettante lettere o sigle degli scritti di Leonardo, così come ritroviamo le stesse forme, le stesse microparticolarità (fratture, incassature, appesantimenti pressori, modelli estetici, elaborazioni, assetti, spazi ).
E proprio in questa capillare ispezione e valutazione del Prof. Guido Angeloni emerge quello che il caposcuola della grafologia italiana, Padre Girolamo Moretti, ci dice sulla certa identificazione di mano di uno scrivente. Intendiamo riferirci al così detto "gesto fuggitivo". Il "gesto fuggitivo" corrisponde alla modalità individuale di compiere i movimenti, a quei gesti somatici dell'individuo che appaiono improvvisamente (appunto "fuggitivi") e scompaiono altrettanto improvvisamente, conclusi i movimenti che li hanno generati. Questi gesti sfuggono alla coscienza del soggetto, sono inimitabili, non tralasciabili per chi li possiede e sovente percepibili e poi evidenziabili da un esperto grafologo..
Il prof. Angeloni, professionista e ricercatore preparato, non ha lasciato perdere questa occasione, tanto che ha rilevato una sorta di graffio, collocato sul petto di un personaggio raffigurato, che ha un andamento dall'alto al basso. Tale tratto è tenue, tremulo e lievemente ipotonico: certamente, ha una valenza psicologica per il suo "estensore", ma soprattutto, ha valore identificativo sia della forma siglale, sia della scultura stessa.

Dalla “scoperta” che la gestualità grafica di Leonardo è soggetta a tradire dei nervosismi esecutivi di tipo compensativo, che hanno una precisa fisionomia, apprezzabile se grafologicamente considerata, ne fa derivare un’ipotesi di lavoro multidisciplinare (studiosi di Leonardo – esperti in comparazioni grafiche), che meriterebbe di essere sperimentata.
guido
 
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